"Il metodo di formazione che M. Balint ha proposto per i medici è uno dei contributi di maggior interesse e rilievo che indirettamente la psicoanalisi ha contribuito a dare per la medicina."

Severino Rusconi, 2005

"Il nostro scopo era un esame il più possibile completo del sempre mutevole rapporto medico-paziente, ossia lo studio della farmacologia del farmaco medico."

Michael Balint, 1957

L’associazione AMIGB

L’Associazione Medica Italiana Gruppi Balint è un’associazione di medici, professionisti del mondo della cura e psicologi che credono nel ruolo cruciale dello scambio relazionale tra curante e paziente al fine di migliorare la qualità della professione basata sul prendersi cura.

Nata a Milano nel giugno del 1970, l’AMIGB sin dal 1975 ha aderito, quale Socio Fondatore, all’associazione internazionale che promuove nel mondo la conoscenza e la diffusione della formazione tramite il Gruppo Balint: l’International Balint Federation.

Consiglio
Presidente
Paola Palumbo,
Medico Medicina Generale
Vice Presidente
Anna della Casa,
Psicologa  
Segretario
Mario Carli,
Medico Medicina Generale
Responsabile Commissione scientifica
Anna della Casa,
Psicologa  
Tesoriere
Federica Menaldo,
Psichiatra
Consiglieri
Maria Iole Colombini,
Psicologa (resp. sito)
Federica Menaldo,
Psichiatra
Maria Grazia Merati,
Medico Medicina Generale
Maura Monguzzi,
Psicologa
Commissione scientifica
La commissione scientifica svolge la funzione di programmazione dell’intera attività scientifica  AMIGB garantendone la qualità e la fattibilità tramite la condivisione con il Consiglio. Per questo fine la commissione si attiva nel creare le condizioni per una comunicazione interattiva con tutti i soci interessati a dare un contributo attivo.
Statuto
Lo statuto della Associazione Medica dei Gruppi Balint
Costituzione,  Sede,  Scopo
Milano, 28/10/2017
Cliccare qui per leggere tutto lo statuto.
Gruppi attivi
Novate Milanese: Gruppo condotto da dottor Mario Carli composto da MMG
Modena: Gruppo condotto dalla dott.ssa Anna della Casa composto da psicologi, osteopata e psichiatra
Lecco: Gruppo (presso Centro Psicosociale) condotto dalla dott.ssa Simonetta Martini composto da infermieri psichiatrici e assistenti sociali
Foggia: Gruppi di sensibilizzazione  al metodo Balint tenuti dal dottor Walter Di Bitetto presso Ordine de Medici, composto da Medici
Milano:    Gruppo di formazione leaders Gruppi Balint condotto dalla dott.ssa Maura Lichino
Bergamo: nel quadro di formazione dell’ATS nel 2018 e nel 2019 sono stati attivati due gruppi con 10 sessioni cadauno  con operatori Medici di Assistenza Primaria e Pediatri di Famiglia.
Milano: gruppi di sensibilizzazione condotti dalla dott.ssa M. Iole Colombini presso la Pediatria dell’Ospedale San Raffaele, composti da genitori di bambini e adolescenti affetti da patologie croniche
Napoli: gruppi di sensibilizzazione con medici di medicina generale condotti dal dott. Antonio Frunzio
Milano: nel 2018 gruppi di sensibilizzazione attivati in 6 sessioni tra il mese di ottobre e dicembre condotti dalla dott.ssa M. Iole Colombini presso la Neonatologia dell’ospedale San Raffaele, composti da Medici Neonatologi, Pediatri in formazione, Infermieri, Vigilatrice d’infanzia

L’Associazione Medica Italiana Gruppi Balint nasce con lo scopo specifico di favorire la conoscenza e la diffusione dell’applicazione del metodo del Gruppo Balint per la formazione dei medici mirata al miglioramento e alla professionalizzazione delle proprie competenze relazionali nell’ambito della cura, intese come parte integrante dell’atto medico. A tal fine, da un lato l’AMIGB promuove e sostiene varie occasioni di divulgazione e informazione (quali conferenze, convegni, giornate di sensibilizzazione, articoli e pubblicazioni) atte a far conoscere il metodo Balint in ambito medico; dall’altro si fa garante di un elenco di Formatori Balint accreditati a seguito di un percorso continuativo di formazione tramite la partecipazione di almeno due anni ad un Gruppo Balint Formatori.

L’AMIGB si fa promotrice anche della conoscenza e della diffusione di interessanti sperimentazioni di estensione dell’ambito di applicazione del modello del Gruppo Balint ad altre figure del campo della cura, le cosiddette professioni d’aiuto (infermieri, ostetriche, puericultrici, fisioterapisti, personale di assistenza al malato) e del prendersi cura in senso più lato ed esteso (assistenti sociali, educatori, insegnanti di ogni ordine e grado).

Tramite l’estensione dell’applicazione del modello di formazione ideato da Michael Balint ad ambiti che in vario modo si dedicano al prendersi cura dell’altro, l’AMIGB promuove la partecipazione a ‘Gruppi alla Balint’ per genitori. Diverse esperienze in tal senso hanno evidenziato rilevanti effetti positivi dell’esperienza di partecipazione al Gruppo alla Balint di genitori di bambini o di adolescenti con patologie croniche organiche (quali il diabete, obesità e patologie genetiche), genitori di pazienti psichiatrici, genitori di pazienti con disturbi della condotta alimentare).

Tali gruppi, come il Gruppo Balint classico applicano la medesima metodica di formazione ideata da Balint per i medici e si distinguono in modo netto dai vari tipi di gruppi psicoterapeutici. Anche in questo caso infatti il gruppo rimane eterocentrato, cioè non si parla di sé liberamente, esponendo le proprie fatiche e difficoltà, ma si cerca piuttosto di focalizzare l’attenzione sulle interazioni con i figli, concentrandosi sull’espressione relazionale delle proprie funzioni genitoriali e discutendo di volta in volta, una concreta interazione avvenuta con i figli. In altri termini, come nel Gruppo Balint Classico viene messo in gioco il versante di cura della personalità del medico per affinarlo e migliorarlo, nei ‘Gruppi alla Balint’ per genitori viene messa in gioco la capacità relazionale genitoriale (analogamente a come i medici mettono in gioco il versante relazionale del loro sapersi prender cura dei pazienti).

L’Amigb ha fin dall’inizio del suo costituirsi mantenuto il collegamento e lo scambio con l’IBF) per confrontare le esperienze di formazione Balint nei diversi paesi Europei ed Extraeuropei (America del nord e del sud, Australia, Israele, Iran) e proseguire le ricerche sul metodo e diffonderne la pratica. L’IBF promuove incontri tra le Associazioni riconosciute dei diversi paesi (meeting ogni anno nei diversi paesi a turno ed un congresso ogni due anni).

In Italia, grazie all’Amigb ed ai suoi associati, si sono formati e sono attivi gruppi Balint per operatori delle diverse professioni socio-sanitarie oltre che per l’aiuto ai genitori.

A Milano, Bergamo, Torino, Verona, Modena, Pescara, Napoli, Foggia l’Amigb è presente con i suoi conduttori addestrati secondo i criteri consigliati dalla metodica formativa riconosciuta dall’Associazione Internazionale.

L’Associazione pubblica un bollettino con le informazioni per i soci, articoli scientifici e tutte le notizie inerenti l’attività Balint.

Promuove incontri, giornate di studio e altre iniziative volte a raggiungere i fini previsti dallo Statuto. Contribuisce alle attività gestionali e organizzative della International Balint Federation.

 

L’AMIGB si fa garante dei Formatori Balint che accredita; su sua indicazione questi vengono accolti come Formatori Balint accreditati dall’International Balint Federation.

Grazie alla felice intuizione e al costante impegno di Severino Rusconi – medico neuropsichiatra e psicoanalista che avendo letto il libro nel quale Balint presentava il suo lavoro di ricerca e formazione con i medici è andato a formarsi direttamente con lui per importarne in Italia il metodo – già dalla seconda metà degli anni ’60 del Novecento è iniziata anche nel nostro Paese la formazione Balint dei medici: il primo gruppo è partito a Milano nel 1966.

La figura si Severino Rusconi

Per leggere alcune informazioni sulla figura di Severino Rusconi, scarica il pdf dal link sotto:

Clicca qui per leggere il pdf

Come è nata l’Associazione AMIGB

La nascita dell’Associazione e l’avvio della formazione dei medici secondo il metodo Balint in Italia, sono merito del Dott. S. Rusconi, medico psichiatra e psicoanalista.

Non avevo avuto occasioni per conoscerlo e non lo avevo mai sentito nominare.

Nel gennaio 1966, dopo sedici anni di attività come medico, il destino che sottende le motivazioni importanti (preferirei usare la parola “i misteri”) della nostra vita, ha voluto che il Prof. A. Selvini, responsabile della sezione cardiologica della Clinica Medica dell’Università di Milano, mi dicesse inaspettatamente: “ Ti interessa far parte di un gruppo Balint?”.

Già l’essere invitato da Selvini, eminente e ben noto cardiologo milanese, mi metteva in imbarazzo; la proposta poi di partecipare a qualcosa di nuovo, definita con il termine Balin che al momento non avevo bene inteso (Balint o Barlint?) mi lasciò perplesso. Ma chi era costui?

Chiesi: ” ma… di che cosa si tratta? ” –  “Vieni e vedrai!” fu la risposta.

Il giorno stesso, dopo cena, mi recai al Centro di Psicoterapia in piazza S. Ambrogio a Milano. In un ampio locale, attorno ad un tavolo, trovai un gruppo di otto colleghi tra cui alcuni a me già noti: P. Franzini, A. Montonati, A. Selvini.

Conduttori erano due leader: la Prof. Mara Palazzoli Selvini, che già conoscevo come psicoanalista, più tardi psicoterapeuta della famiglia, di fama internazionale e il Dott. Severino Rusconi, medico psichiatra e psicoanalista, che ancora non conoscevo.

Così sono entrato a far parte di un gruppo Balint neonato da un paio di settimane, uno dei due nuovi gruppi milanesi.

Ebbi subito l’occasione per assistere e partecipare alla discussione di un caso clinico proposto da uno dei colleghi presenti.

Fui colpito dalla metodica di conduzione del gruppo e dai commenti al caso clinico: ognuno poteva esprimere il proprio parere senza tema di essere “giudicato”!

I due leader non davano spiegazioni. Cercavano soltanto di convogliare gli interventi verso la comprensione di che cosa era accaduto tra medico e paziente.

L’ambiente, il comportamento dei leader e quello dei nove colleghi, in prevalenza medici di base,  la metodica con cui venne gestita la discussione, mi affascinarono.

Forse avevo trovato ciò che inconsciamente cercavo!

Ossia: avevo finalmente scoperto un modo di lavorare. Più tardi il collega Romei lo definirà molto bene:

« …non si tratta di un medico nuovo, con doti nuove, ma di un medico che usa in maniera nuova, corretta, doti che già possiede ».

Personalmente avevo avuto, grazie al contributo del Dott. Rusconi, la fortunata occasione di conoscere M. Balint durante un convegno milanese nell’anno 1968, e di assistere alla conduzione di un gruppo medici a scopo dimostrativo.

Si esprimeva un po’ in francese e po’ in italiano, premettendo una precisazione sulla nostra lingua che definiva “bella e chiara”.

Condusse il gruppo con un atteggiamento semplice e piacevole, dimostrando in concreto ciò che aveva proposto in un suo volume.

Nel gruppo di formazione ci deve essere, diceva Balint, “un’atmosfera in cui ognuno possa parlare senza fretta, mentre gli altri ascoltano con spirito libero e fluttuante, un’atmosfera che permetta certi silenzi e dia ad ognuno il tempo di scoprire ciò che egli intende o vuole veramente dire… Una volta che il medico è abbastanza libero di osservare, di sperimentare ed infine di ascoltare le discussioni di gruppo invece di cercare ansiosamente di capire la psicodinamica dei suoi pazienti, egli può incominciare a seguire nella sua pratica i fenomeni di transfert e controtransfert tra il paziente e se stesso

Da allora ad oggi, nei limiti delle mie possibilità, non ho più abbandonato l’argomento, studiandolo e dedicandomi a una formazione personale con l’aiuto dei colleghi medici, per la conoscenza e la diffusione della tecnica balintiana.

Mi sento pertanto in dovere di citare uno scritto del nostro maestro, il Dott. Severino Rusconi, sul cosi detto “Libretto”, datato 1998.

Può essere considerato il frutto di 33 anni di ricerche e di osservazioni, indispensabii  per formarci e renderci consapevoli dell’importanza della relazione tra noi medici e i nostri pazienti.

Basterebbero queste tre pagine, scritte nel 1998, per riassumere tutti i significati della formazione secondo il metodo Balint.

Può essere ma, a mio avviso, l’impegno di Rusconi e la sua capacità di cogliere ciò che è importante per la nostra formazione, tralasciando inutili teorie e superfui ragionamenti, sono stati il più bel dono che ci potesse somministrare.

Augusto Ferrari

Esperienze Formative

Il processo formativo per gli insegnanti in ambito scolastico in Italia dal 1997 al 2001

La formazione psicologica, intesa come un processo di apprendimento di modalità e capacità relazionali diretto al miglioramento delle proprie attitudini legate al ruolo, è stata realizzata in Italia anche nell’ambito della formazione di insegnanti. In tale esperienza, portata avanti per 4 anni dalla dott.ssa F. Menaldo il metodo Balint è stato utilizzato in una esperienza formativa di gruppi di Insegnanti (materne, elementari, medie inf. e sup.) nei corsi di specializzazione per accedere alla qualifica di Insegnanti di Sostegno e nei corsi di aggiornamento-formazione cosiddetti “di Alta qualificazione”.

L’obiettivo della formazione era di addestrare l’insegnante a riconoscere in se stesso ed in altri l’influenza delle componenti e delle interferenze emotive nelle comunicazioni, per affrontare nel modo migliore le richieste del suo interlocutore ed acquisire maggiore sensibilità a distinguere i bisogni propri da quelli altrui. La formazione permette infatti all’insegnante di usare meglio se stesso nella relazione e di svolgere in modo più efficace il compito cui è chiamato.

Per chi fosse interessato, è possibile attingere tramite il link all’articolo che riporta tale esperienza formativa: “La formazione degli Insegnanti di sostegno”

I gruppi Balint

I Gruppi Balint (GB) rappresentano una collaudata metodologia di formazione esperienziale di gruppo, creata originariamente dallo psicoanalista Michael Balint (1896-1970) per l’addestramento psicologico dei medici di famiglia…