BREVE NOTA SU SEVERINO RUSCONI

 

Un breve profilo della figura e del ruolo del dr. Severino Rusconi, al quale dobbiamo la fondazione e l’esistenza dell’Associazione Medica Italiana Gruppi Balint (AMIGB)

Severino Rusconi (1930-2005) rappresenta una figura di primo piano nell’avvio e nello sviluppo di una serie di iniziative d’informazione e di sensibilizzazione sul metodo di formazione basato sul Gruppo Balint che dalla fine degli anni sessanta cominciano a svilupparsi in Italia.

Laureatosi in medicina e chirurgia, Rusconi si specializzò in clinica delle malattie nervose e mentali e successivamente completò la sua formazione psicoanalitica in ambito junghiano, all’interno dell’Associazione Italiana per la Psicologia Analitica (AIPA) che contribuì a fondare e sviluppare, esercitando anche come didatta e formatore (avvalendosi in particolare proprio del metodo Balint) fino a creare in seguito, insieme alla dr.ssa Mariella Loriga Gambino, la Sezione Milanese dell’AIPA. Era stato infatti determinante per lui l’incontro con Balint, psicoanalista ungherese allievo di Ferenczi, che, rifugiatosi come molti altri psicoanalisti europei in Gran Bretagna, dopo la seconda guerra mondiale fu incaricato dalla Clinica Tavistock di Londra di attivare un piano di supervisione e riorientamento dei medici inglesi, per aiutarli a ben inserirsi nel mutato contesto lavorativo del neonato ‘Welfare State’ britannico, in cui da tempo operava anche Wilfred Bion. Per sostenere i medici nella loro formazione Balint adottò un metodo di gruppo rispetto al quale si impegnò anche a svolgere una ricerca-intervento. Con il suo contributo la formazione, tramite la condivisione della discussione dei casi clinici ed il confronto offerto dal gruppo, rappresentò un addestramento alla comunicazione e ad una miglior competenza psicologica nel rapporto con il paziente, focalizzandosi essenzialmente sullo scambio relazionale, con particolare attenzione al miglioramento e all’affinamento della capacità di ascolto del medico. Testimone e divulgatore della formazione ricevuta da Balint, Rusconi riteneva che attraverso il lavoro sulla relazione medico-paziente, nell’esposizione dei casi presi dalla loro quotidianità professionale, i medici avrebbero potuto essere aiutati nella comprensione dei pazienti e dei loro disagi e cioè della loro realtà psicofisica e, al contempo, nel miglioramento della loro capacità di sintonizzarsi con la domanda e le esigenze dei loro assistiti.

Insieme a Mara Palazzoli Selvini Rusconi condusse nel 1966 un primo gruppo a Milano nel Centro Studi di Psicoterapia Clinica allora diretto da Pier Francesco Galli. Nel 1970 fondò l’Associazione Medica Italiana Gruppi Balint (AMIGB) che ha lo scopo di diffondere la conoscenza della formazione alla relazione di cura con il metodo Balint, favorire l’apprendimento di tale formazione da parte dei medici e stabilire contatti sul piano internazionale con le varie associazioni nate in numerosi paesi di tutto il mondo che perseguono lo stesso scopo. L’Associazione italiana, tra le prime costituitesi intorno all’attività del nucleo originario della Gran Bretagna, partecipò alla costituzione della Società internazionale (International Balint Federation) e alla prima stesura del suo statuto. All’inaugurazione della neonata Associazione Italiana partecipò lo stesso Michael Balint, che intrattenne i partecipanti con una breve relazione che tutt’ora è conservata tra i vari materiali d’archivio dell’AMIGB (grazie ai colleghi dr. Raffaello Adami e lo scomparso prof. Augusto Ferrari).

L’associazione era formata da medici, generici e non, ma in seguito si rese necessario affiancare all’associazione una “sezione formatori” costituita da psicoanalisti, che, sotto la guida e la supervisione di Rusconi, avevano acquisito le capacità per condurre gruppi di formazione con la tecnica Balint.

Nel 1972 nasceva la rivista quadrimestrale ’Il ruolo terapeutico’, fondata e diretta da Sergio Erba con il quale Rusconi ebbe modo di collaborare, sempre nell’intento di avvicinare tutte le professioni di aiuto ad una concezione e ad una pratica della professione che tenga conto della dimensione affettiva ed emotiva che caratterizza la relazione professionale. Sulla rivista edita da ‘Il ruolo terapeutico’ è stato pubblicato un articolo di Rusconi che ancora oggi risulta di forte attualità: “L’addestramento al rapporto medico-malato” (1973) in cui l’autore, rispetto all’addestramento/formazione del medico alla relazione con il paziente, sottolinea l’importanza di tenere separate ed in successione la fase informativa, quella della sensibilizzazione e della formazione vera e propria.

Tramite il suo continuativo impegno nella formazione dei medici e dei formatori, facenti parte della sezione dell’AMIGB, Rusconi ha portato avanti la conoscenza del pensiero e del metodo di Michael Balint, secondo cui la formazione si realizza nell’aiutare il medico a diventare consapevole dell’interazione affettiva esistente col paziente. Tale formazione consente al curante di comprendere non solo le eventuali difficoltà emotive del paziente presentate attraverso i sintomi fisici, ma anche le proprie personali reazioni emotive automatiche di fronte alle sue richieste, sulle quali è necessario lavorare per maturare una maggiore professionalità anche entro il delicato contesto della relazione.

 

Print Friendly, PDF & Email